I Turchi ritornano in Friuli: in calendario dal 29 giugno al 22 ottobre in tutto il Friuli Venezia Giulia Sarà un vero e proprio evento l’esposizione della mostra “I Turchi in Europa” che fungerà da ponte culturale per concretizzare momenti di incontro, scambio e confronto con la civiltà ottomana e turca in prospettiva dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. La guerra tra Venezia e i turchi iniziò nel 1463: fallita la crociata di Pio II, i veneziani affidarono il comando a persone sempre diverse e spesso sbagliate,
Leggi tutto...

Illegio (Tolmezzo) 29 aprile – 30 settembre 2006 Sarà possibile ammirare a Illegio, fino al 30 settembre, settanta capolavori provenienti da prestigiosi Musei quali il Louvre, i Musei Vaticani, il Museo Nazionale di Barcellona, la Basilica San Marco di Venezia e molte altre sedi di dodici Paesi d'Europa. Tra i pezzi d'eccezione alcuni reliquiari del V e VI secolo ed un quattrocentesco San Martino in argento proveniente da Carcassonne, sicuramente il più prezioso di tutta la Francia. Da menzionare ancora quattro codici medioevali riccamente miniati, degli affreschi provenienti dalle romaniche chiese di Catalogna, ed alcuni preziosi trittici fiorentini del primissimo Rinascimento affiancati da superbi dipinti fiamminghi dell'età Barocca.
Leggi tutto...
 Locandina della Mostra Venerdì 9 giugno alle ore 17.30 si svolgerà la visita alla mostra Dal Noncello all’Atlantico presso il Museo delle Scienze di Pordenone, guidata dal dott. Giovanni Rusconi, uno tra gli organizzatori dell’esposizione. La mostra comprende modelli navali, documenti e testimonianze sulla navigazione fluviale e oceanica. La visita è riservata agli Amici della Cultura di Pordenone. Per questioni organizzative si invitano i soci a segnalare al più presto la loro partecipazione.

Giovedì 15 giugno alle ore 17.30 si svolgerà una visita presso il Museo Archeologico del Friuli Occidentale del Castello di Torre, guidata dalla dott.sa Nicoletta Rigoni Conservatore dello stesso ArcheoMuseo. Sarà così possibile prendere visione del nuovo allestimento ed ammirarne i pezzi in esposizione: attualmente sono visibili le nuove sale di preistoria (dal Paleolitico medio al Neolitico e al Bronzo antico); alcune sale dedicate al conte Giuseppe di Ragogna, ultimo proprietario del castello; ed infine degli spazi riservati ai preziosi materiali archeologici pertinenti alla vicina villa romana di Torre, scoperta negli anni ’50 sulla sponda sinistra del fiume Noncello dallo stesso Giuseppe di Ragogna. La visita è riservata agli Amici della Cultura di Pordenone, inoltre il gruppo sarà composto da massimo 25 persone per poter permettere una adeguata fruibilità dell’esposizione. Qualora dovesse risultare un numero elevato di adesioni la visita verrà prontamente replicata. I soci sono dunque invitati a segnalare al più presto la loro partecipazione.
Si è svolta Domenica 21 maggio, in piazza XX Settembre a Pordenone, la II edizione dell’iniziativa che coinvolge le Associazioni di Volontariato della Provincia di Pordenone: Eco-Logicamente Volontariato.
Leggi tutto...
Seconda Edizione dell’iniziativa che coinvolge le Associazioni di Volontariato della Provincia di Pordenone. Il 21 maggio 2006 presso piazza XX Settembre a Pordenone,
Leggi tutto...
Ogni Lunedì pomeriggio presso la sede degli incontri in Piazza della Motta 2, dalle ore 18.00 alle 19.30, è possibile chiedere informazioni sull'Associazione, avere chiarimenti ed iscriversi. La quota associativa annua è di 10 Euro.
Le origini di Pordenone sono indissolubilmente legate al suo fiume e all’antico servizio di barche che usufruiva del corso dello stesso con il Meduna e Livenza i quali collegavano la città al mare e a Venezia. Il nome cittadino di Portus Naonis e lo stemma, una porta aperta sul mare, ne chiariscono l’identità e le funzioni tanto è che uno dei primi documenti è legato al dazio fluviale percepito e confermato dal duca d’Austria Federico II (1194-1250). Questa rete idrica collegava l’area circostante della montagna e della pianura alla via verso Venezia e la tarda mappa Pasiani (1783) ce ne dà un quadro quanto mai puntuale: un sistema di rogge che reggevano il complesso governo di un’altrettanto complessa situazione giuridica; terra e acqua sono così le componenti della memoria storica di Pordenone, nulla infatti è più veloce come creatore d’immagine paesistica di uno specchio d’acqua e l’antica iconografia della città ce lo ricorda assieme ai simboli urbani. Il Porto pordenonese risulta distrutto nel 1220 dal patriarca di Aquileia in guerra contro i trevigiani, infatti nel 1221 si determinò la riappacificazione con il relativo pagamento dei danni e già nel 1251 il re Corrado IV transitava “cum navigio et maximo apparatu” per recarsi in Puglia. Ma quali erano le imbarcazioni che navigavano sul Noncello e che trasportavano merci e persone da e verso il grande porto di Venezia?
Leggi tutto...

Mostra storico-artistica di oreficerie, sculture, dipinti, miniature, stampe, tessuti e fotografie dedicata alla Croce La croce è divenuta, nel corso dei secoli, un segno capace di attraversare religioni e culture diverse caricandosi di significati molteplici e ugualmente profondi. “In Hoc Signo” si propone di offrire una panoramica inedita ed articolata sulla presenza di questo Simbolo nel territorio tra Livenza e Tagliamento, da sempre crocevia di popoli e culture. In questo contesto geografico, si è costituito nel corso dei secoli un patrimonio non solo artistico imperniato sulla croce, qualitativamente e quantitativamente ricco per valore, significati, modalità espressive e tecniche di produzione, del quale sono state selezionate oltre 200 opere, che rappresentano, in molti casi, capolavori di grande pregio storico e artistico. Il percorso espositivo della Mostra parte da Concordia, antichissima sede vescovile, e continua attraverso le epoche longobarde e carolinge, caratterizzate da una forte simbologia sacra. Si giunge così all’alto Medioevo, durante il quale la croce viene legata alla figura del “Martire”, per arrivare fino alle riletture contemporanee.
Leggi tutto...

Il Levi pittore, agli inizi della sua attività, aveva accolto la lezione di Casorati, poi si era accostato, attraverso due soggiorni a Parigi, a Matisse, Modigliani e al linguaggio espressionista. Confinato in Lucania, mentre si adopera come medico a favore dei contadini, dipinge anche una serie di importanti quadri in cui ritrae con forte partecipazione quelle stesse persone e quegli stessi paesaggi che erano oggetto della sua acuta osservazione di scrittore. Nascono così opere tra le più belle della sua attività di pittore, e ormai famose, quali La strega e il bambino, Il figlio della Parroccola, Michelino, Giovannino e Nennella, e vari paesaggi. Queste opere, assieme ad alcune altre degli anni ’50 sempre legate a temi del Sud d’Italia (tra cui il Ritratto di Danilo Dolci e il Lamento per Rocco Scotellaro), formano una piccola, ma sceltissima mostra del Levi pittore. Ciò è felice complemento alla presenza in città, nell’ambito della dodicesima edizione di “Dedica”, della scrittrice Anita Desai, i cui libri – nei quali vivono temi affini a quelli di Levi - sono tradotti in tutto il mondo. Anita Desai è anche autrice della prefazione all’edizione inglese del libro di Levi Le parole sono pietre, pubblicato dalla Hesperus Press Limited di Londra nel 2005. La Mostra sarà visitabile fino al 14 maggio presso il Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri a Pordenone con il seguente orario: dal Martedì al Sabato 15.00-19.00, Domenica anche 10.00-13.00; chiuso Lunedì. Ingresso gratuito, Catalogo € 10,00 Info: tel. 0434-392311; e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|
|